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EDITORIALE
Una porta d’albergo si apre, un fattorino in divisa sistema i bagagli di una lady con guanti lunghi impreziositi da bracciali luccicanti (Lanvin) e tronchetto cocco bordeaux e azzurro polvere (Louis Vuitton). In un lussuoso vagone d’epoca si accomoda una donna con un ampio cappello ottanio con banda e piuma a contrasto (Gucci). Di fronte siede una giovane ragazza dalle calze di lana giallo acido e scarpe modello d’Orsay lavorate e spalmate oro (Fendi). Non si conoscono ma si somigliano. Sono le donne che dominano il nuovo sistema degli oggetti. Accessori che evocano atmosfere di decenni passati rivisti con la giusta distanza. Da una lussuosa macchina, in pieno orario da colazione di lavoro, scende una nuova manager con clutch pied-de-poule in linea con l’adorato power suit (Salvatore Ferragamo). Guardando bene tra la folla che si avvicina alla stazione della metro, indaffarate ed emozionate per il loro primo giorno di lavoro, ragazze corrono nei loro mocassini neri bassi, lucidissimi (Lanvin) e impreziositi di pietre ton sur ton (Giambattista Valli). Il cielo è plumbeo, forse nevicherà e la passeggiata per comprare gli ingredienti della cena perfetta esige scarponcini army con calzini da montagna color asfalto (Chanel).


