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dalla redazione:
Nella primavera-estate 2012 il confine tra abiti da cocktail e creazioni di alta moda si fa sempre più labile, con il minidress che si impossessa dello scettro di re della couture più ricercata. Si veste infatti di impalpabili trasparenze, decorazioni scolpite e linee che richiamano gli stilemi del passato, spaziando liberamente tra il bon ton anni Cinquanta di Marc Jacobs, i tintinnanti anni Trenta di Gucci e l’edonismo di John Richmond, fan degli Ottanta. La silhouette sperimenta volumi morbidi e scultorei al tempo stesso che intraprendono nuove evoluzioni stilistiche: le gonne a palloncino di Custo sono intagliate con motivi damascati simili a enormi paralumi, i fiocchi oversize di Badgley Mischka e Sass&Bide modulano la silhouette in punti strategici, lo jabot di Givenchy viene sezionato, scomposto e allungato fino ad avvitarsi intorno al busto per dare sinuosità a tutto l’insieme. L’ossessione per il macro caratterizza anche la proposta di Viktor&Rolf, tutta dedicata alla maxi-impuntura di raso come motivo costante che percorre le ruches degli abiti da grande soirée, disegnando contrasti di colore e volumi esasperati. Quando l’abito scuro è di rigore, la scelta dei designer ricade sul lungo, meglio se drappeggiato. Il modello a peplo vive nuove rivisitazioni attraverso gli arabeschi di seta che decorano come girandole gli abiti di Fendi, le sovrapposizioni volutamente scomposte dei pannelli di voile dégradé di Bottega Veneta, i tagli ad oblò di Nina Ricci che lasciano nuda l’attaccatura della manica.
Ma se l’obiettivo ultimo è brillare come una star, niente risplende come il total gold. I tessuti mettono al bando ogni timidezza per ricoprirsi di ricami a tutta luce, cristalli, pelle spalmata e macro-paillettes; dalle sottili maglie metalliche di Carlos Miele e Paco Rabanne, alle giacche spencer di Balmain, al multi-plissé di Oscar de la Renta che cade sul corpo come polvere di stelle: tutto è contagiato dalla febbre dell’oro.
Da un lato la prossima stagione estiva celebra quindi la fastosità e la ridondanza di volants, metalli e paillettes; dall’altro, in assoluta contro-tendenza, cede spazio anche a modelli più asciutti e lineari, dal design epurato e dal piglio moderno, nei quali la seduzione si esprime per lo più a spalle scoperte. Pronte a seguire il diktat del ‘less is more’ sono le fluttuanti e silenziose creazioni di Calvin Klein, le tuniche asimmetriche di Maria Grachvogel, i completi a camice di Rick Owens e gli ensemble di top e gonna a sacchetto visti sulla passerella di Yigal Azrouël.
Lo smoking al femmile torna alla ribalta del red carpet dopo stagioni di assoluta dittatura dell’abito a gonna. La giacca, illuminata da bagliori preziosi, è corta e squadrata, mentre il pantalone modula la propria ampiezza tra preziosi motivi décor e spacchi laterali ad alto tasso di seduzione.


