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dalla redazione:
Sempre più attratti dagli input che provengono dalle street cultures, dalla grafica e dalle arti visive, gli stilisti affermati e i talenti emergenti della scena fashion internazionale continuano a percorrere le strade dello sportswear giocando la carta della contaminazione. Le collezioni dell’autunno/inverno 2012-13 vestono il futuro di una patina vintage; riscoprono l’artigianalità, talvolta tradotta in avveniristici effetti handmade, e la mescolano con la sperimentazione tecnologica; recuperano un tailoring minimalista e lo sovraccaricano di volumi e tagli asimmetrici; interpretano lo streetwear rendendolo glam. Il nuovo arriva da una sovrapposizione inusuale di capi snaturati dalla loro originaria identità, dall’uso estremo di materiali che escono dal tradizionale ruolo al quale erano destinati per occupare altri territori: e così la tuta ginnica di Louis Vuitton si indossa con la camicia abbottonata, lo scafandro da pescatore di Andrea Pompilio si abbina al pantalone bon ton, il maglione oversize di Osklen prende il posto della felpa. La rivoluzione al vertice interessa soprattutto i coordinati di natura storicamente sportiva, come il tracksuit, che a fianco dei classici grigi mélange e delle linee più basiche introduce un codice ornamentale maschile dallo stile irriverente, fatto di applicazioni e pins metalliche secondo Christian Lacroix, o di grafiche trasgressive che includono le serigrafie plastificate di Juun J. e gli stampati animalier azzardati da Bernhard Willhelm. L’abbigliamento sportivo vive in sé una dicotomia che da un lato lo porta a esplorare gli aspetti tecnici delle varie discipline, prendendo a prestito elementi funzionali e applicando la regola dell’uniforme al vestire quotidiano, e dall’altro lo accomuna sempre di più al concetto di leisurewear, a un tipo di abbigliamento che fa del comfort il suo obiettivo, privilegiando però l’aspetto urbano. Due lati di una stessa medaglia che conducono ad esiti opposti: portavoce della tendenza active è la collezione Moncler Gamme Bleu, che rende omaggio al mondo della velocità con capi rubati alle piste automobilistiche e rielaborati secondo un gusto sartoriale; sul fronte più urban-chic, invece, Calvin Klein è interprete di una vestibilità sportiva che tralascia le esasperazioni tecniche, fatta di silhouettes morbide e volumi oversize applicati a materiali deluxe. La felpa con cappuccio si trasforma quindi in una morbida maglia di cachemire con inserti di coccodrillo, le giacche imbottite abbinano la piuma d’oca al tulle. In questo guardaroba sportivo così eclettico non può infine mancare il denim, sempre più rappresentato nella sua accezione di utility item e concepito per essere indossato in total look, dalle tute da lavoro di G-Star ai completi in tela cimosata di Junya Watanabe.


