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dalla redazione:
Nel guardaroba maschile dell’autunno/inverno 2012-13 cresce la voglia di formalità, non più relegata unicamente a impegni ufficiali, occasioni di business e obblighi professionali, ma svincolata dai canoni della classicità per intraprendere nuovi percorsi trasversali. Da un lato si confermano la solide tradizioni sartoriali italiane e inglesi che mettono in primo piano una vestibilità fatta di precisione stilistica, pulizia strutturale e tagli rigorosi; dall’altro, si consolida uno stile versatile dai volumi più ‘accoglienti’, che osa negli accostamenti cromatici e che non si sottrae alle incursioni urban. Seguono la via dell’anticonformismo gli abiti di Bottega Veneta, declinati in modo atipico a partire dall’uso del colore, che compare senza regola precisa sotto forma di spicchi geometrici, disegni astratti o inserti apparentamente casuali anche in versione vernice, applicati a piacere su tweed e grisaglie da gentleman. Alternanze di nuances e di textures si ritrovano nella nuova collezione maschile di Valentino, con completi dal taglio slim in cui la giacca in panno bicolore nasce per accompagnarsi a pantaloni di viscosa dalla mano satinata. Una riuscita e inedita commistione di materiali si compie anche sulla passerella di Frankie Morello, dove l’allure impeccabile del Principe di Galles si fonde letteralmente alla corposità della lana bouclé. E quando non si tratta di colore, gli innesti creativi assemblano e mixano capi dal taglio diverso, come negli abiti di Kris Van Assche in cui la giacca rivela l’essenza di un kimono. Gli intramontabili tessuti maschili continuano a essere i punti di riferimento del bel vestire: freschi di lana, tessuti spinati e flanelle si accompagnano a morbidi fustagni e a numerose re-interpretazioni del motivo gessato, dalla classica edizione di Canali e Paul Smith fino ai nuovi rigati sottratti alla cravatteria da Prada e le versioni optical proposte da Versace e Damir Doma. Sinonimo per eccellenza di eleganza e sartorialità, il doppio petto è di nuovo protagonista di molte collezioni e segna un ritorno alle radici dello stile maschile che guarda al passato, pur manifestandosi attraverso nuove proporzioni: Hardy Amies e Corneliani prediligono linee sfiancate di gusto rétro, mentre Zzegna e Yves Saint Laurent asciugano la silhouette riducendola ai minimi termini. Nell’ambito più informale, invece, si moltiplicano i completi coordinati che traggono ispirazione dalle classiche divise da lavoro di inizio Novecento, proposti in versione orientale da Akris, Giorgio Armani e Dior Homme, o nella variante tartan di Yohji Yamamoto. La sera è territorio incontrastato del velluto, perfetto interprete dei nuovi tuxedo e di uno stile neo-dandy che sembra contagiare le passerelle internazionali: liscio on the rocks nei completi color rubino di Dolce & Gabbana, esotico nei modelli a fantasia di Etro, aristocratico negli smoking damascati di Gucci e Viktor&Rolf.


